L’idea di Smart City o “città intelligente” è diventato di stretta attualità negli ultimi anni, soprattutto con lo sviluppo delle nuove tecnologie e di una nuova consapevolezza, sia dal lato ambientale che della qualità della vita dei cittadini, tenendo conto della previsione che vede, per il 2050, la metà della popolazione mondiale vivere in città. Milano, a livello nazionale, si conferma la prima “Smart City” italiana, mentre l’Emilia-Romagna piazza 4 città nei primi dieci posti, classificandosi come la migliore Regione in Italia, con Piacenza che si posiziona al 24° posto, penultima in regione davanti solo a Ferrara. Questo è quanto è emerso dai dati dell’edizione 2015 di “ICtiyRate”, il rapporto annuale realizzato da ICityLab, su iniziativa di ForumPa, che fotografa la situazione delle città italiane nel percorso verso la città intelligente. Il rapporto è stato presentato, il 15 ottobre scorso, alla “Smart City Exhibition” di Bologna.
Ma quando una città può dirsi “intelligente” o, in inglese “smart”? Con una semplice definizione una città è “intelligente” quando gli investimenti, per il capitale umano e sociale, su infrastrutture tradizionali, moderne e di telecomunicazione assicurano uno sviluppo sostenibile a livello economico e un alto grado di qualità della vita ai cittadini. Di primaria importanza, per poter definire una città “intelligente” sono un corretto e sostenibile uso delle risorse naturali, l’efficienza, da applicare a diversi ambiti, dai trasporti alla governance, coinvolgendo il più possibile i cittadini. Fondamentali sono le nuove tecnologie, in particolare le reti internet e di telecomunicazione, ma anche i sistemi per produrre energia pulita e per il risparmio energetico. Non bisogna, pensare, però, che una città tecnologicamente avanzata sia anche “smart”: il capitale umano, e la possibilità di un’istruzione sempre più diffusa e avanzata sono fondamentali per la transizione verso la “Smart City”.
ICityRate si basa proprio su questi concetti, fotografando la situazione delle città italiane, attraverso diversi indicatori, sia sociali che economici ed ambientali. Sono stati analizzati molti settori: dall’economia, con la produttività, le imprese attive ogni 100 abitanti, il numero di start up; alla qualità della vita, con le opportunità di lavoro, l’assistenza agli anziani, gli asili nido, fino all’ambiente con la qualità dell’aria, la raccolta differenziata e le imprese “verdi”. Tra i vari indici considerati, di rilievo sono la percentuale di popolazione potenzialmente coperta da infrastrutture a banda larga (con velocità, cioè di 30 Megabit al secondo) e gli indici sull’istruzione, dalla dispersione scolastica alla percentuale di laureati. Particolare attenzione è stata anche rivolta alla mobilità, con indici sull’accessibilità della città, sia aerea che terrestre, e la mobilità sostenibile. Completano ICityRate i dati relativi alla Governance, come partecipazione elettorale, la pianificazione e la Legalità verificando la presenza di microcriminalità, lavoro nero ma anche efficienza dei tribunali ed eco-reati.
Nel dettaglio, per il 2015, ICityRate, oltre al già citato primo posto di Milano, vede Bologna al secondo posto, con Firenze a chiudere il podio. Ottime, come accennato le posizioni occupate dalle città emiliano-romagnole, con Modena che sale fino al 4° posto, Parma e Reggio Emilia, rispettivamente sesta e settima. Più indietro la nostra città: Piacenza, infatti si posiziona al 24° posto, migliorando comunque rispetto al 30° posto ottenuto nel 2014, piazzandosi, un po’ a sorpresa, almeno rispetto al sentire comune, davanti a città come Bolzano (27^) e Genova, solo al 29° posto. Rispetto alle altre città in Regione, Piacenza è “penultima” riuscendo a battere, in questa classifica, soltanto Ferrara (28^) mentre se si considera la sola Emilia è all’ultimo posto.
Piacenza, in particolare, brilla, con una 5^ posizione, nella sharing economy, il “consumo collaborativo” basato sulla condivisione di beni, servizi e conoscenze, con, ad esempio, pratiche di co-working. Nella stessa classifica Bologna risulta 26^ e Parma 28^. Buone anche il valore delle esportazioni per abitante, per la nostra città, con un 10° posto assoluto, mentre nei “comportamenti innovativi” ovvero nel numero di Start Up e contratti di rete ogni 10mila abitanti, Piacenza si posiziona 24esima davanti alla vicina Parma, 28esima.




