di Elena Caminati – La Val d’Arda si trova davanti ad un bivio: scegliere o meno il Carbonext. Questa volta ad esprimersi, nella serata organizzata dai comitati Basta Nocività in Val d’Arda, Aria pulita in Val d’Arda e Legambiente, è stata la politica. I cittadini la loro voce l’hanno fatta sentire in parecchie occasioni: dai partecipatissimi incontri nei comuni della valle durante la primavera, alla marcia dei 1000 di Lugagnano a fine maggio, fino al sit-in sotto la sede della Provincia. L’ultima parola però rispetto alla richiesta presentata dalla Buzzi Unicem di bruciare combustile Css, è della politica. Erano più di 300 in piazza a Lugagnano ad ascoltare i sette rappresentanti politici invitati, cinque dei quali consiglieri regionali, incalzati da Marcello Trabucchi ed Angelo Negri in rappresentanza degli organizzatori. Tutti hanno accettato l’invito: Manuela Bruschini per la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista, Jonathan Papamarenghi sindaco di Lugagnano e coordinatore provinciale di Forza Italia e i consiglieri regionali Tommaso Foti Fratelli d’Italia, Gian Luigi Molinari Partito Democratico, Matteo Rancan Lega Nord, Gianluca Sassi MoVimento 5 stelle e Igor Taruffi SEL.
Due le domande a cui rispondere in dieci minuti ciascuna: cosa pensa del progetto Carbonext, dell’incenerimento di rifiuti e CSS nei cementifici e dello sviluppo della Val d’Arda. Altri due minuti di tempo, scanditi da un timer, per illustrare ai presenti quale impegno pratico i partiti intendono assumersi riguardo al progetto ed al tema CSS. Un secco no rispetto al progetto del CarboNext è arrivato praticamente in modo univoco e bipartisan, certo con sfumature differenti. La risposta del Partito Democratico è stata definita dagli organizzatori “attendista e molto sfumata si legge nella nota a firma di Legambiente e dei comitati – vista evidentemente la situazione del Comune di Vernasca e del Partito sia a livello locale che nazionale, un NO secco al progetto CarboNeXT ed in generale alla possibilità di bruciare rifiuti, trasformati magicamente in prodotti industriali, permessa dal Decreto Clini, il decreto ministeriale del 2013 che ha autorizzato cementifici e centrali ad utilizzare i Combustibili Solidi Secondari come carburanti”. Tutti i politici hanno concordato sulla necessità di una svolta per il territorio, legata alla potenzialità e alle qualità tipiche della zona: il turismo dei parchi, l’agricoltura biologica di qualità, incentivi alle industrie che lavorano a favore dell’ambiente con la green economy.
In merito all’impegno che i partiti si assumo riguardo al tema del Css sono arrivate proposte concrete: Tommaso Foti consigliere regionale Fratelli d’Italia ha proposto di chiedere l’abrogazione del decreto ministeriale Clini sui Css a livello nazionale, richiesta accolta da tutti per cui verranno interessati tutti i rispettivi gruppi parlamentari con una delegazione dei consiglieri presenti alla serata in missione dal Ministro dell’Ambiente Galletti a Roma. Su proposta del consigliere Taruffi di Sel, accolta da tutti, verrà redatta a firma dei consiglieri una risoluzione a livello di assemblea legislativa per richiedere alla Regione di non utilizzare nei cementifici rifiuti o i CSS. Sassi del M5S si impegna, chiedendo a tutti i colleghi di fare lo stesso, a vigilare sul piano rifiuti regionale perché la tematica dei CSS sia trattata e la Regione prenda posizione per scongiurare che questi “rifiuti” (così li ha definiti il consigliere) vengano bruciati in qualsivoglia impianto.Verrà inoltre portata la proposta durante la discussione in Assemblea legislativa sull’Assestamento del bilancio, in corso nelle prossime settimane, di dirottare fondi regionali a sostegno di Arpa al fine di aumentare i controlli e monitoraggi di aria e terreni, sopratutto nelle aree dove sono situati industrie insalubri di prima classe, come il cementificio Buzzi Unicem. Il dibattito tra politici e cittadini è stato molto serrato, tante domande sui CSS, sui monitoraggi, sulla Conferenza dei Servizi e la posizione della Provincia. Ciò che sta a cuore ai cittadini è una politica che capace di fare delle scelte e di assumersene la responsabilità.




