Sono settimane di grave tormento per l’amministrazione comunale sul fronte della pressione fiscale. Costretta al dietrofront sulla proposta di aumento dell’addizionale Irpef che aveva mandato su tutte le furie il Pd, in qualche modo la giunta Dosi deve far quadrare i conti e così ha pensato di alzare l’Imu sulle abitazioni in comodato d’uso gratuito: rispetto all’ipotesi Irpef colpisce meno contribuenti, ma per i malcapitati sarebbe un salasso. Verrebbero così recuperati, insieme all’utilizzo di una quota dell’avanzo di bilancio 2014, i due milioni di euro necessari per coprire il fabbisogno 2015. Ma per la proprietà commutativa, il risultato non cambia: raffica di polemiche da tutte le direzioni. Non è stato tenero Fratelli d’Italia con i consiglieri comunali Tommaso Foti ed Erika Opizzi. “Che il bluff di Renzi fosse destinato a venire a galla lo abbiamo sempre saputo: oggi, puntualmente, tocchiamo con mano che le minori tasse promesse a livello centrale sono sostituite, con gli interessi, da super tasse a livello locale. Tuttavia, ipotizzare l’aumento delle aliquote Imu è da irresponsabili”. Secondo i due consiglieri d’opposizione non si può continuare a spremere i contribuenti sul fronte degli immobili. “In più occasioni, abbiamo evidenziato come la tassazione sugli immobili ha da tempo raggiunto livelli insopportabili ed è una delle concause della perdurante crisi dell’edilizia. Se il sindaco Dosi e la giunta pensano veramente di inasprire ancora di più la pressione fiscale immobiliare, allora significa che hanno veramente perso il contatto con la realtà. Solo chi pensa che la proprietà sia un furto può pensare di saccheggiare ulteriormente le tasche dei proprietari d’immobili della città che, sempre per l’ignavia dell’amministrazione comunale, sono costretti a dovere pagare il contributo di bonifica e/o a dovere subire i danni derivanti dall’omessa manutenzione dei rivi urbani di proprietà comunale”.
Contro, come era facile prevedere, anche Confedilizia che ha rimarcato come “la tassazione nei confronti dei proprietari di immobili è già, così com’è, insostenibile e sarebbe da irresponsabili inasprirla ulteriormente. La Confedilizia piacentina negli ultimi anni aveva apprezzato la politica di moderazione della maggior parte delle aliquote Imu attuata dal nostro Comune, come ad esempio nel caso dell’aliquota Imu di particolare favore (4,0 per mille) che lo stesso Comune ha stabilito per i contratti concordati, a canone – cioè – calmierato, mostrando nei fatti di volersi far carico dei problemi abitativi. L’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia auspica che il Comune continui ad operare seguendo la stessa linea degli ultimi anni rivedendo al ribasso quelle aliquote che risultano tutt’ora sfavorevoli per i proprietari come ad esempio nel caso della penalizzazione posta a carico dei negozi non locati, i cui proprietari non riescono a locare a causa della crisi generale e del processo di desertificazione del centro storico di cui non hanno alcuna responsabilità, essendo dovuta alla crisi del commercio in sé, crisi particolarmente sensibile a Piacenza”.




