Mai nella sua storia Piacenza ha potuto fregiarsi di avere una colonia di concittadini nell’olimpo della politica. Tutti del Partito Democratico. In questo senso la settimana scorsa è stata da incorniciare: prima l’ingresso di Marco Bergonzi alla Camera dei deputati con proclamazione ufficiale; il giorno seguente l’incarico affidato dal premier Matteo Renzi alla onorevole piacentina Paola De Micheli di sottosegretario all’Economia, il dicastero più importante e chiave di questo periodo storico. Qualche settimana prima Roberto Reggi aveva lasciato il ministero dell’Istruzione per andare a ricoprire il ruolo operativissimo di direttore dell’Agenzia del Demanio. E guarda caso proprio nei giorni scorsi diverse partite sulle aree militari e demaniali, che giacevano nel cassetto da tempi immemori, si sono magicamente sbloccate. Senza contare che gli altri nostri concittadini illustri, Pierluigi Bersani e Maurizio Migliavacca, sono ormai esperti conoscitori delle stanze romane.
Un “pokerissimo” che tutti si augurano possa produrre frutti per il nostro territorio. Qualche annetto fa, quando a Bersani chiesero conto di quanto da ministro fece per lo sviluppo di Piacenza, lui rispose: “Io sono il ministro di tutti”. Come dargli torto. Tuttavia è chiaro che un piccolo ragionamento egoistico da parte nostra, e una piccola occhiata in più a quanto succede della nostre parti, non paiono sicuramente vizi capitali. Li vedremo dunque all’opera.
Certamente il nuovo ruolo di Paola De Micheli, già vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera, è di quelli da prima pagina.
“Una bella soddisfazione che voglio condividere prima di tutto con i piacentini”. Queste le prime parole pronunciate. Una nomina di prestigio, autorevole, che riveste un significato particolare anche nelle tribolate dinamiche interne del Pd. De Micheli appartiene alla minoranza del partito e questo incarico si può leggere anche come un segnale d’apertura da parte dell’ala maggioritaria renziana in un momento cruciale per il Paese e le riforme in atto, legge di Stabilità e Job Act su tutte. Infatti la parlamentare piacentina ha subito ricordato e ringraziato i suoi padrini politici Pierluigi Bersani ed Enrico Letta. Ma ha rivolto un saluto affettuoso anche al capogruppo del Pd alla Camera Roberto Speranza, alla ministra per le Riforme Maria Elena Boschi (“con la quale abbiamo collaborato molto”), alla sua famiglia e anche “ai tanti amici del Pd di Piacenza”. De Micheli ha spiegato di aver ricevuto la telefonata del premier Renzi. “Una telefonata molto cordiale, parlava delle mie competenza e questo credo sia una gratificazione per chi si impegna”. Però il tempo di festeggiare può durare lo spazio di un lampo.
“Il sentimento che prevale in questo momento è quello di grande serietà e di impegno perché quel ministero è cruciale per il rilancio dello sviluppo economico del nostro paese. Il primo pensiero va a coloro che hanno perso il lavoro, imprenditori e lavoratori. Quello sarà il pensiero che avrò tutte le mattine entrando al ministero di via XX Settembre. Sono qui per servire e questo sarò lo spirito che mi contraddistinguerà”. Il lavoro certo non manca: “In questi giorni sarò poco a Piacenza. C’è la legge di Stabilità, un passaggio importante. In questo mio nuovo incarico porterò anche la mia esperienza di donna di provincia laboriosa, una provincia che deve cambiare sul piano politico e economico. Posso essere simpatica o antipatica, ma nessuno può negare che abbia provato a dare una mano a tutti. Continuerò a farlo in un ruolo ancora più autorevole”.




