scritto da Redazione Online Nov - 30 - 2017 TAG:

L’assessore Luca Zandonella

Sicurezza reale e sicurezza percepita. Il titolare alle Politiche Giovanili (con delega appunto alla Sicurezza) Luca Zandonella (Lega Nord) sottolinea questi due concetti.
Assessore, il tema della sicurezza è stato, in campagna elettorale, un cavallo di battaglia vincente. Ora, dopo qualche mese di amministrazione, rileva davvero un’emergenza sicurezza a Piacenza?
“Dobbiamo lavorare su due fronti: attività di prevenzione e repressione dei reati in collaborazione con le forze dell’ordine e riduzione della percezione di insicurezza diffusa nella cittadinanza. Purtroppo alcune zone della città sono percepite come insicure dai piacentini,  non vengono frequentate o addirittura evitate. Anche in presenza di dati numerici, relativi ad episodi criminosi, non particolarmente elevati”.
Gli ultimi dati diffusi dal Ministero, riferiti al 2016 e relativi alla nostra provincia, segnalano i crimini in calo. Risulta anche a voi?
“Non abbiamo dati nostri, apprendiamo ciò che ci viene comunicato.  Ma se anche i crimini fossero in diminuzione non dovremmo né potremmo cantar vittoria.  Sappiamo per esempio che i furti di bicicletta sono in aumento anche se non risultano poiché poche sono le denunce.  Un crimine che dunque non incide sui numeri e non influenza le statistiche ufficiali. Dobbiamo poi lavorare, e molto, sulla insicurezza percepita. L’autorità di pubblica sicurezza sappiamo benissimo che è il questore e non vogliamo certo sostituirci a lui ma il Comune deve essere bravo e presente, capace di intervenire con piccole azioni rivolte a comunicare e trasmettere sicurezza, specie in quartieri della città vissuti come insicuri”.
Come si concretizzeranno le ‘piccole azioni’ del Comune?
“Cercheremo, ad esempio, di potenziare l’illuminazione di zone come quella della stazione, frequentata dai pendolari e potenzialmente da donne sole che devono raggiungere l’auto in orario serale. Nei nostri progetti vi è anche il recupero di aree abbandonate e oggi mal frequentate. Il progetto di recupero di spazi abbandonati pubblico-privati è stato inserito nel bando ‘Giovani progetti’, anch’esso in ottica di prevenzione e sicurezza. Importante è inoltre il tema della videosorveglianza che abbiamo messo a bilancio per gli anni 2018-2020, con un significativo stanziamento di fondi. L’obiettivo principale, perseguito di concerto con le forze dell’ordine, consiste nella creazione di una cintura urbana proprio per quanto riguarda la videosorveglianza. E’ incredibile infatti che una città, snodo cruciale per la viabilità ferroviaria e  autostradale del nord Italia, non sia completamente recintata dal punto di vista delle telecamere, con la fondamentale possibilità, per le forze dell’ordine, di accedere alla lettura delle targhe”.
I gruppi impegnati in attività di “controllo di vicinato” funzionano?
“Certo, sono le prime sentinelle del territorio. Sono già una decina e il Comune in questo momento è impegnato nel sostegno alla formazione di ulteriori tre nuovi gruppi. I cittadini devono imparare a non aver paura di chiamare le forze dell’ordine, meglio una segnalazione in più che una in meno. I gruppi, inoltre –  da esperienza diretta perché sono stato promotore di quello della Besurica – sono anche un modo per tornare a tessere relazioni sociali reali nell’epoca dei social e a fare squadra nel proprio quartiere”.
Capitolo periferie. Anche là i cittadini si aspettano iniziative di implementazione della sicurezza.
“Oltre a tutte le iniziative che le ho già anticipato, abbiamo richiesto alla polizia municipale di intensificare sia i posti di controllo sia il pattugliamento del territorio nelle frazioni. Soprattutto in orario serale”.

A proposito di polizia municipale, la partenza del comandante Vergante è un problema?
“Se la situazione si protraesse per tanti mesi diventerebbe un problema, ma noi accelereremo la procedura e nel giro di tre mesi contiamo di avere un nuovo comandante. Sicuramente, nelle cose da mettere bene in chiaro, c’è la necessità di stabilità, perché è assurdo dover assistere, come è successo, all’avvicendamento di sei comandanti in soli otto anni. Ogni volta è un ripartire da zero”.
Vergante non piaceva perché troppo autonomo?
“Vergante ha operato la sua scelta e l’amministrazione ne ha preso atto. Dovremo sostituirlo”.
L’organico della polizia municipale è sufficiente per il controllo del territorio?
“In questo momento abbiamo tra i 115 e i 120 agenti, di cui 14 nuovi assunti, che stanno facendo formazione e saranno operativi a fine febbraio. Grazie a questi ultimi ci avviciniamo al minimo previsto richiesto dalla legge regionale, 1,25 agenti ogni 1000 abitanti (Piacenza quindi dovrebbe averne 121-122). Siamo ancora leggermente sotto ma contiamo su qualche nuova assunzione nei prossimi anni, compatibilmente con le risorse a disposizione.  Al nuovo comandante chiederemo espressamente l’impiego su strada, finalizzato al controllo del territorio, dei 14 nuovi assunti oggi in formazione”
L’immigrazione è un problema?
“L’immigrazione è un problema nel momento in cui gli stranieri vengono qui a comportarsi in una certa maniera. E considerando che nelle carceri piacentine il 50% dei detenuti è straniero mentre a Piacenza la popolazione di immigrati è sotto il 20%, direi che il dato parla da solo… Favorire un’immigrazione di questo tipo, che io chiamo ‘invasione’, in un momento storico in cui non c’è lavoro per gli italiani, crea illegalità che poi si traduce in questione di sicurezza. Il problema va risolto a monte, da parte dello Stato centrale. Per questo io auspico un cambio, alle prossime elezioni politiche, per avere una totale svolta nella gestione delle politiche migratorie a livello nazionale”.

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