scritto da Redazione Online Feb - 8 - 2018 TAG:

Sergio Veneziani

Anche la casa in cui si vive può fare la differenza tra un invecchiamento attivo o “una vita che somiglia a una prigionia”. Parla di “standard edilizi e urbanistici per l’invecchiamento attivo” indicati dall’Organizzazione Mondiale il presidente Auser Piacenza Sergio Veneziani, che interviene su un tema “poco conosciuto e molto sottovalutato” come quello che lega una infrastruttura come l’ascensore e il diritto alla mobilità degli anziani.
“I nostri volontari tutti i giorni vedono ascensori rotti o inesistenti, barriere edilizie insormontabili: la vita delle persone anziane – spiega – è messa a dura prova e resa difficile da un insieme infinito di barriere che ne compromettono la qualità della vita e impediscono la loro piena partecipazione alla vita sociale. E questo problema è crescente anche a Piacenza”. Il presidente dell’associazione rende noto che “circa il 76% delle abitazioni sono prive di ascensore” e il “70 per cento dei palazzi a tre piani ne sono sprovvisti”. “Siamo abituati a ragionare sempre in termini di emergenza – è il suo ragionamento – ma oggi occorre avviare una riflessione generale sull’adeguatezza degli standard edilizi e urbanistici alle esigenze dell’invecchiamento attivo così come indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”. L’Auser ha lanciato la campagna “L’ascensore è libertà”, e l’obiettivo è sollevare interesse e attenzione, da parte di diversi interlocutori – sia istituzionali, che sociali e economici – sul tema.

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