| "Banca di Piacenza, baluardo del territorio" |
| Giovedì 22 Luglio 2010 12:14 |
Corrado Sforza Fogliani è il nuovo vicepresidente dell'ABI. "La banca locale, indipendente e solida è una cosa sola con la sua terra"
Il presidente della Banca di Piacenza, l'avvocato Corrado Sforza Fogliani, è dal 15 luglio uno dei quattro vicepresidenti dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana. E' la prima volta che un piacentino ricopre la prestigiosa carica: il nuovo presidente Abi Giuseppe Mussari ha conferito a Sforza Fogliani la delega all'attività di presidio dell'innovazione legislativa, "una delega - ha spiegato lo stesso presidente della Banca di Piacenza, in un'intervista rilasciata al quotidiano "La Cronaca" - certo pesante, ma che potrà ulteriormente maggiorare l'utilità del mio nuovo incarico per la Banca". Per Sforza Fogliani, "Piacenza questo riconoscimento se lo meritava. Se lo meritava la nostra terra, per le sue tradizioni (siamo stati, nel '300, i banchieri del mondo allora conosciuto) e se lo meritava la nostra Banca, per quel che è e vuole continuare ad essere (banca di territorio, fra le prime 50 banche in Italia)". L'avvocato Sforza Fogliani ha dichiarato di considerare l'elezione "un riconoscimento attribuito non alla mia persona, ma alla nostra Banca: indipendente perché solida e solida perché indipendente". Sul momento degli istituti di credito, nell'intervista a "Cronaca" il nuovo vicepresidente Abi non ha risparmiato bacchettate: "I regolatori studiano normative avendo presente - facciamo il nome di una grossa banca a caso - la Goldman Sachs, e quelle normative vengono poi applicate anche a noi. Il principio di proporzionalità è un principio dell'Unione, ma in Italia (che nel recepimento delle normative vuole sempre essere la prima della classe) è pressoché inapplicato. L'ho già detto, a Roma: questo dovrà essere uno dei primi impegni della nuova dirigenza dell'ABI, e sarà certamente il mio". "I nostri clienti - ha rimarcato Sforza Fogliani - ci conoscono ad uno ad uno, eppure dobbiamo anche noi fargli firmare carte su carte. Pochi sanno che quelle carte (che loro percepiscono come inutili, in una banca come la nostra) sono pensate, da chi ce ne prescrive l'uso, nell'esclusivo interesse della clientela. Poi, c'è l'aspetto della discriminazione fiscale, dell'eterodirezione di sistema, del regime di concorrenza o - al contrario - del regime di prezzi amministrati, dell'accanimento normativo (ma qualcuno parla di "aggressione"). Un esempio: quando le banche finanziano un'impresa in difficoltà, se ci perdono pagano l'Irap e il recupero fiscale è in 18 anni, il contrario di ciò che capita a chi fa un'operazione finanziaria azzardata e ci perde. E poi, fanno i paragoni con le banche all'estero..." Sul ruolo della banca locale, "quasi un unicum", a "Cronaca" Sforza Fogliani ha ricordato che "Se non ci fosse una banca locale (locale per davvero, indipendente) con una quota primaria di mercato (la maggiore, per sportello) certe condizioni le nostre famiglie e imprese se le sognerebbero... Parlo naturalmente di condizioni stabili, non di spot ad effetto. Le rappresentanze di categoria chiedano pure ai loro colleghi di territori che la banca locale l'hanno persa... Eppure, anche loro a volte - ma solo nei casi di vista corta - corrono dietro agli spot... Consideri, a parte il discorso condizioni, solo questo: che nel 2009 la nostra Banca ha aumentato i finanziamenti Confidi del 50 per cento, altro che credit crunch... Al di là di questo, c'è solo la beneficenza. Vale a dire il tradimento, non solo degli azionisti, ma del territorio". Sforza Fogliani ha ricordato il fatto che alla banca locale i piacentini "sono affezionati e non vogliono perderla: lo dimostrano anche, e in modo crescente. Solo certe rappresentanze politiche ed anche alcune rappresentanze di categoria - è stata la stilettata di Sforza Fogliani - fanno finta di non saperlo, si guardano bene dal riconoscerlo, giocano malamente su più tavoli... Uno sguardo al comportamento della vicina Parma a proposito di una loro banca venuta alla ribalta in questi ultimi tempi, farebbe bene a molti di costoro". Per il neo presidente Abi, la Banca di Piacenza - che ha recentemente avuto una donazione - è "un baluardo contro la fuga dei centri decisionali (il vero punto debole del sistema Piacenza, vissuto in irresponsabile allegrezza da chi a questo fenomeno - che segnaliamo da anni e anni - dovrebbe riflettere), un baluardo - anche - contro le spoliazioni economiche, dei nostri risparmi prima di tutto ma non solo, da parte di forestieri". "Qualche tempo fa - altra frecciata di Sforza Fogliani - per certi saccenti sembravamo dei superati che non capivano i tempi, ma è nel nostro stesso modo di fare banca la nostra più grande economia di scala: il monitoraggio dei clienti è esercitato dallo stesso localismo; il circuito virtuoso coi soci azionisti, con le istituzioni responsabili e con le associazioni di categoria lungimiranti fa il resto". "Soprattutto - ha concluso Sforza Fogliani - la banca di territorio è una sola cosa con la sua terra, cresce se cresce il territorio in cui è incardinata, non ha bisogno di stimoli (o pelosi appelli) per aiutarlo, è nel suo stesso - smithiano - interesse".
|
| Onesti: "Sinergie uguale competitività" |
| 11.02.10 | |
|
Il direttore di Confcooperative: "Accrescere i servizi e fare rete è la strada da seguire" Di Francesca Gazzola |
| Milza: "Ripresa nel 2010 ma serve un progetto" |
| 11.02.10 | |
|
Il presidente di Confcooperative Piacenza critica Camera di Commercio e Coldiretti: "Bancolat e farmer's market non sono sufficienti" Di Andrea Dossena |
| Solco, un progetto sociale sul territorio |
| 11.02.10 | |
|
Nato nel 1994, il consorzio di coop di tipo "A" e di tipo "B" sviluppa un'imprenditoria sostenibile |
| Coop, strumento per uscire dalla crisi |
| 11.02.10 | |
| Unioncoop: "Costituire una cooperativa è semplice ed il Centro Servizi può aiutare i neo cooperatori" |
| Botteghe Storiche, 21 "in rete" |
| 04.02.10 | |
|
Tra gli obiettivi: attirare i finanziamenti messi a disposizione dei vari enti |
Dove siamo - Corriere Padano - Corpad Editore s.r.l. - P.I. 01451870339