| Riorganizzazione scuole, una delibera che divide |
| Giovedì 11 Marzo 2010 06:00 |
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Il consiglio provinciale Vara le "confluenze" con il si della maggioranza. Trespidi: "Dobbiamo valutare la domanda più che l'offerta". Critico il preside Binelli: "Scuole lasciate sole" Di Massimo Paradiso "Una sintesi equilibrata e una scelta responsabile". E' così che il presidente della Provincia di Piacenza Massimo Trespidi definisce la delibera, licenziata nella serata di lunedì dal consiglio di via Garibaldi, sulle confluenze scolastiche obbligatorie, la programmazione territoriale formativa degli istituti superiori. Si alza quindi il sipario sulla idea di scuola che emerge dalla riforma, o per meglio dire "riorganizzazione", del ministro Gelmini anche se l'offerta formativa del 2011 è scaturita dalle confluenze automatiche dettate dalle tabelle ministeriali: paroloni, questi, che stanno a significare come genitori e studenti dovranno cominciare a familiarizzare, da qui al termine delle iscrizioni agli istituti superiori, con i nuovi nomi degli indirizzi dei poli scolastici in attesa di vedere il quadro della riforma compiuto con la pubblicazione dei decreti e dei regolamenti sulla Gazzetta ufficiale. Terminato l'iter amministrativo della programmazione territoriale formativa, con il voto in consiglio provinciale che ha visto la solida maggioranza di centrodestra a favore e le opposizioni contro, "ma perché siamo in campagna elettorale- ha affermato Trespidi- sennò il risultato sarebbe stato ben diverso", la palla ora torna ai poli scolastici che dovranno affrontare i nuovi temi in seno alla riforma, come l'introduzione di un insegnamento in quinta di una materia non linguistica in inglese, l'alternanza scuola- lavoro, il nuovo approccio laboratoriale alla didattica e il dove collocare il nuovo indirizzo di perito logistico, un polo molto voluto dalla Regione e dagli enti locali che però non trova una scuola che lo sostenga. Il tutto tenendo ben presente la mancanza di risorse delle autonomie scolastiche: "Prima o poi ci vorrà una soluzione politica e parlamentare- sottolinea il presidente del Collegio dei presidi Gian Paolo Binelli- perché non si può credere ancora a lungo che i problemi li possano risolvere le scuole. Per ora ci attrezzeremo ma in futuro...". Il lavoro dell'ente provinciale, comunque, è stato quello di "dare un serio contributo di lavoro comune che è quello di avvicinare e mettere insieme le scuole, la Provincia, gli enti locali e le imprese"; un lavoro, come ha evidenziato lo stesso presidente, "che è stato difficile e contingentato" anche a causa della missiva del presidente della Regione Vasco Errani, datata 1 marzo, che chiedeva di approvare la delibera entro il 10: "Meno male che siamo stati previdenti- rimarca il titolare di via Garibaldi- e avevamo calendarizzato la seduta dell'8 marzo già dall'inizio di febbraio". Al netto della polemica politica, l'obiettivo dell'amministrazione sembra essere quindi improntato alla "ricerca di una domanda, più che di una offerta formativa- ragiona il presidente- perché è nostro compito capire qual è la domanda reale che nasce dal territorio così da incrociarla con una offerta adeguata". Una domanda da ricercarsi per lo più "fuori dai canali delle esigenze scolastiche, intercettando le realtà territoriali di base". Il continuo dialogo tra amministrazione e dirigenti scolastici "ha creato un clima di partecipazione per il miglioramento del sistema formativo- è opinione dell'assessore provinciale all'Istruzione Andrea Paparo- e questo percorso continuerà nella ricerca di miglioramento e con senso di responsabilità". E' quindi tempo di "guardare avanti", sostengono dirigenti scolastici e amministrazione provinciale, e nonostante le evidenti incertezze su cui si cerca di costruire il percorso formativo a pochi giorni dall'apertura delle scuole alle matricole, si cerca di programmare il futuro ponendo le basi per un'offerta territoriale formativa di più ampio respiro a partire dall'anno scolastico 2011/ 2012 quando le novità lessicali e sostanziali riguardo gli istituti superiori saranno meglio definite.
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