| Tabaccai, sicurezza in fumo |
| Giovedì 18 Febbraio 2010 06:00 |
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Troppi soldi in cassa, è emergenza criminalità. "Controlli, telecamere e allarmi aiutano, ma ci vogliono anche sanzioni più severe per chi compie certi reati". Un gestore: "Le assicurazioni coprono rapine e e furti, se capita bisogna stare tranquilli" Di Andrea Dossena I tabaccai piacentini fanno i conti con la paura di furti e rapine e le preoccupazioni per gli effetti della crisi economica. E' il quadro che emerge da un tour tra alcune delle decine di rivendite piacentine, in più occasioni prese di mira da malviventi. Una situazione che al di là del Po, a dire il vero, è più allarmante: tra Regione Lombardia e Federazione italiana tabaccai, non a caso, è stato firmato un Protocollo d'Intesa con il quale verranno organizzate delle lezioni - tenute dagli agenti di Polizia locale - in cui saranno insegnati ai negozianti i comportamenti da tenere per prevenire e reprimere i fenomeni criminali come furti e rapine, con l'obiettivo di alzare la soglia di sicurezza nei punti vendita e di ridurre gli scontri diretti con i malviventi che, talvolta, possono avere conseguenze molto gravi. Colpito dalla più recente rapina a Piacenza, accaduta giovedì 4 febbraio, è Gianni Battecca. Il titolare della rivendita n. 32 di via Morigi afferma: "Siamo tutti sul chi va là perché non ci sentiamo sicuri, né io né molti dei miei colleghi. Ti garantisco che essere minacciati con una pistola, com'è accaduto e a me e mio figlio, è una gran brutta sensazione. Anche perché l'uomo che ci ha rapinato mi ha dato l'impressione di essere insicuro, agitato... Forse i soldi gli servivano per la droga". "Cosa chiediamo? Ci piacerebbe - spiega Battecca, a lungo titolare di un bar adiacente l'ospedale e da quasi un anno in via Morigi - vedere più controlli, ma devo dire che dopo la rapina ho visto un passaggio più frequente delle forze dell'ordine. Telecamere e allarmi possono aiutare, di certo ci vorrebbero anche sanzioni più severe per chi compie certi reati". C'è anche chi è meno preoccupato per la sicurezza, ma lo è di più per altri motivi, come Massimo Vercesi. Tabaccaio da 18 anni, gestore di una rivendita di via Emilia Pavese, sui recenti episodi di furti e rapine getta commenta: "Siamo una tipologia di esercizio commerciale più esposta a certi tipi di reati, ma le assicurazioni coprono questo rischio... Per cui, nel malaugurato caso di una rapina, il più delle volte basta restare tranquilli. E' vero però che qualche telecamera in più può fungere da deterrente: bene gli incentivi statali per acquistarle". Vercesi contesta quanto affermato da molti media partendo dai dati delle recenti rilevazioni Istat secondo cui in Italia, nel 2009, è aumentato il numero di fumatori (2 milioni in più) nonostante il rincaro del prezzo dei pacchetti, le leggi più severe, le proibizioni nei locali pubblici e le campagne per la salute: "Può darsi che siano aumentati i fumatori, magari per lo stress di un anno di crisi economica, ma le vendite mi risultano in netto calo - racconta Vercesi - e noi notiamo una contrazione nei consumi di sigarette di almeno il 15%. E' vero che in inverno si tende ad accendere qualche sigaretta in meno rispetto all'estate, ma senza i clienti extracomunitari, molti dei quali continuano a fumare parecchio, il calo degli affari sarebbe molto più alto!". La stessa Istat, in effetti, segnala che alla crescita del numero dei fumatori non corrisponde un incremento delle vendite, che al contrario segnano un decremento del 3%: il grande ritorno del tabacco sfuso (+139% in cinque anni) spiega solo in parte un fenomeno che - secondo alcune analisi - potrebbe essere legato, a livello nazionale, anche ad una recrudescenza del contrabbando di "bionde". |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Febbraio 2010 11:04 |
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