| Dopo il mandato, torno all'Enel |
| Giovedì 11 Febbraio 2010 06:00 |
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Il sindaco Roberto Reggi a tutto tondo: i voti al suo secondo mandato. Elogi (con riserva) al presidente della Provincia: "Ha riallacciato i rapporti con i sindaci". Ma lancia frecciate all'opposizione consiliare: "Non è coesa" Si fa fatica a crede che finiti i due mandati da sindaco (limite di legge) torni a lavorare all'Enel, a fare l'ingegnere. Ma tra la disillusione di Palazzo Uffici ("non so se riuscirò ad inaugurarlo") e il futuro, Reggi appare provato da questa stagione politica. Sindaco Reggi, cosa vuole fare "dopo"? "Mancano due anni e mezzo alla fine del mandato, e in politica sono un'eternità. Non so quali opportunità avrò (dopo le Regionali alle porte, non ci sono elezioni in vista fino al 2013, ndc). Ho iniziato un percorso politico con l'intenzione di chiuderlo a un certo punto. Ho un lavoro che mi piaceva e che mi aspetta, ed è la cosa più probabile in questo momento. Dopo 10 anni da sindaco il fisico ne risente, sento il bisogno di ricreare rapporti con gli amici e stare più vicino alla famiglia: la vita privata è sacrificata completamente. Anzi, sono contento che ci sono due mandati: è una legge furba che dovrebbe essere estesa a tutti i livelli. Certo, se ci fossero opportunità di mettere al servizio del Paese o della regione le mie competenze lo farò". Dunque è d'accordo con Grillo contro i politici di mestiere? "Se non hai alternativa alla politica ti rendi ricattabile. E poi c'è un problema fisico, se lo fai con generosità, il sindaco, non duri più di 10 anni. Perdi in motivazione e acquisisci in competenza. Ma la prima conta molto". Un voto alla sua maggioranza in questo secondo mandato? "Sette. Decisioni ne sono state prese tante e gli effetti li vedremo. Abbiamo coperto il 50% degli impegni elettorali e siamo in linea con un progetto programmatico ambizioso, nonostante le difficoltà. Vede, non ci sono più i partiti e non esercitano il loro ruolo ma c'è stata una tenuta su tutti gli atti fondamentali. Dissonanze ce ne sono state solo su singole cose marginali, che sono state esaltate da particolarismi e da singolarità prestigiosi come Vaciago". Un voto all'opposizione? "Non è coesa e non fa opposizione veramente, fanno la litania dei soliti tre argomenti: Palazzo uffici, piazza Cavalli, Caorsana e viceversa. Non è un'opposizione che contrasta colpo su colpo con proposte interessanti che possono interessare parte della maggioranza e metterti in difficoltà. A parte qualche raro caso è un'opposizione preconcetta che non riconosce neanche le cose positive. Se dici sempre di no, perdi credibilità. Un'opposizione in eterna campagna elettorale. Paradossalmente, avere opposizione più forte farebbe bene anche alla maggioranza". Come vede il futuro del Partito democratico? "Occorre un'alleanza più larga possibile, guardando anche verso il centro. L'Idv come si stava configurando interessava sempre meno, ora Di Pietro deve aver guardato i sondaggi e sta cambiando orientamento. De Magistris sta facendo una bella opposizione interna, riequilibrando il partito a sinistra. Il giustizialismo stava facendo diventare il partito alla stregua della Lega, un elemento negativo per la coesione della comunità. Il Pd dovrà trovare alleanze, l'obiettivo è quello di governare non stare all'opposizione. Sono convinto che dovremo essere in grado di aprirci sia verso il centro che verso sinistra". Luca Mercalli, esperto di ambiente e volto noto di Raitre, in un'intervista a Corrierepadano disse che "con la vocazione logistica Piacenza si è suicidata". E sottolinea che Piacenza ha i terreni più fertili del mondo. E' d'accordo? "Stiamo lavorando per valorizzare la filiera agroalimentare nei suoi prodotti di eccellenza con l'esperienza di Eatitaly. La cascina San Savino, davanti a Piacenza Expò, andrà in questa direzione: mostrare i nostri prodotti e la produzione di qualità, alimentare la domanda e l'offerta su questi. Suicidio logistico è troppo: noi dovevamo occuparci di logistica comunque, si è scelto di governarla. Se avessimo deciso di non occuparcene la logistica si sarebbe occupata di noi. La logistica l'abbiamo confinata vicino all'autostrada. Certo, si poteva gestire meglio...". Centrodestra: Putzu ha detto che Paparo o egli stesso sarebbero dei candidati papabili per il 2012. Lei ha già espresso parole di elogio per Paparo in passato: che profilo deve avere il suo successore? "Dico solo che deve avere il fisico. La cosa che patisco di più dopo quasi 8 anni è la fatica fisica, se devi occuparti di progetti mondiali come Enìa e dei cittadini per la riparazione del marciapiede... Devi far assumere alla tua città un ruolo nazionale per portare a casa risorse aggiuntive, altrimenti con i fondi che hai non fai niente, l'ordinaria amministrazione forse. Un sindaco deve viaggiare molto, fare pubbliche relazione, non stare mai fermo. Ma prima di tutto questo, devi vincere le lezioni, e per farlo bisogna capire la gente, capire che sono molto più avanti di quanto pensi. Si accorgono se dici delle balle, se sei uno che decide o se sei uno che vuole fare solo del "cinema". Nel corso del secondo mandato ha vissuto il cambio in Provincia. Che differenze ci sono tra Trespidi e Boiardi? "Massimo ha messo a frutto le sue capacità di relazione e soprattutto si è infilato nelle debolezze del suo predecessore, per cui ha fatto esattamente quello che l'altro non aveva fatto". Un esempio? Massimo sta curando moltissimo il rapporto con i sindaci, ha girato i territori e si è fatto vedere. Questa è la "base" per fare un buon mandato, poi ci vuole "l'altezza", il "volume" e tutto il resto. Ma è ancora presto, mettendo la "base" ora ci sono molte aspettative. E' partito bene. Glielo chiesero 5 anni fa, ora le ripropongo la domanda: ha fatto un errore, un colpo di testa, una "Zidanata" in questo secondo mandato? "Beh, mi ricordo le stampelle del primo mandato. Lì entrai dove non dovevo entrare, dovevo far entrare altri. Altre così clamorose non me ne ricordo. Qualche dichiarazione sopra le righe, penso all'intervista di fine anno con giudizi negativi politicamente su dei compagni di partito. Sono cose che non si fanno, le puoi dire in ambiente protetto..." "Reggi è il sindaco delle rotonde", questo si dice. Ecco lei per cosa vorrebbe essere ricordato? Per il nuovo Municipio-palazzo Uffici? "Palazzo uffici non so nemmeno se riuscirò ad inaugurarlo. Vorrei essere ricordato per le attività dei servizi sociali e il mio rapporto con la gente. Abbiamo costruito una rete di servizi che era già buona ma che abbiamo rafforzato tantissimo: se ne accorge solo chi li utilizza. Ma so che non sarà così, temo che saranno le rotonde la cosa che mi caratterizzerà, sono le più visibili. Poi c'è il teleriscaldamento, un'altra rivoluzione enorme che non si vede. Beh, leggevo su Internazionale di un sondaggio tra gli inglesi che diceva come Blair non sia ricordato per delle riforme, ma per la guerra in Iraq, una guerra ingiusta basata su delle bugie. Meglio le rotonde". |
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