| L'incontro con Benetti dal Miglione e gli spalatori volontari. La manna col Padova |
| Scritto da Cesare R. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lunedì 08 Febbraio 2010 15:59 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Piacenza - Padova 1-0 L'elegante sagoma dell'ex romanista al ristorante il giorno prima della sfida (vinta) con il Padova. La disamina sulla campagna acquisti del Piace. Profittano della lodevole iniziativa “Porta un amico allo stadio” Piovani e Vierchowod. Cacciatore e Vaciago non si sono visti Piacenza – Padova 1-0 Marcatore Moscardelli
Entro da Miglione, un tavolo è occupato dall’elegante sagoma di Romeo Benetti. E glielo dico, proprio così: “Scusi se m’intrometto, ma scorgo in lei l’elegante sagoma di Romeo Benetti”. Con quell’espressione che conosco sin da bambino mi fa’ “Solo Benetti”. Confidenza si, ma non troppa. “Ricorda quando lei allenava la Carrarese che la partita qui a Piacenza venne rinviata per neve? Pure per la data del recupero nevicò e in città ci attivammo un po’ tutti per poterla disputare. Era la mia prima apparizione come spalatore, mi presentai ingolosito dal biglietto tribuna omaggio.” ”Ricorda pure che la vostra panchina era imbombata di neve e non potevate sedervi? Eran stati i più vecchi, uno era il Moia, se vuole ho il numero di telefono.” Sorride di un sorriso a gancio (quello ad un solo angolo della bocca sollevato) e m’invita a sedermi al desco. Dopo qualche convenevole chiedo cosa pensa della campagna acquisti del Piacenza. “Guarda, i giocatori si dividono in due categorie: i campioni e i giocatori. I campioni li sono e basta. I giocatori sono tutti uguali, da molta A alla C2 (Non ho problemi con i vocaboli obsoleti). “Lei in quale tipologia si collocava?” “Ero il migliore nel mio ruolo. Comunque Amodio è un bel giocatore, serio e motivato”. La voglia di tackle robusti, anche quando parla, è tangibile. Lo ringrazio per il caffè e gli domando se ricorda pure il risultato di quel Piacenza Carrarese. In risposta ricevo ancora il “gancio” sardonico. A titolo informativo vincemmo 2-0, loro avevano Savorani in porta e un giocatore di cognome Figaia che scatenò lo spirito boccaccesco del bar. Sabato ore 12, vado ad appurare le condizioni dell’impianto sportivo. Mi rallegra il flusso costante di tifosi che passano a chiedere se si gioca. I tempi cambiano, quel che mette apprensione è se son puliti gli spalti, una volta era solo il campo. Anche il volontariato è praticamente sparito, son tutti professionisti quelli al lavoro... Sabato ore 15.30, scopro che il mister si gioca tutte le nuove frecce a disposizione: Greco, Paro, Amodio; Sivakov, Çani, Melinte schierati dall’inizio. Scopro anche che per la delicata sfida con i patavini il rettilineo è chiuso per ghiaccio. L’inquietudine cresce, non ho mai visto vincere una partita su nei distinti. Però si vede bene dall’alto; il passaggio di Sivakov a Çani è entusiasmante. Peccato che la conclusione sia respinta dal portiere, doppio peccato che Amodio raccolga la ribattuta, ma spari alto. Applausi meritati comunque. Dopo un rigore non concesso per fallo su Çani e alcune cervellotiche interpretazioni del regolamento, il mai troppo amato Giannoccaro ci fa battere una punizione in attacco. Tira male Moscardelli, l’orribile traiettoria sorprende tutti, il portiere non blocca, 3 biancorossi potrebbero spararla dentro; il nostro centravanti (ex troppo fresco per rimanere insensibile), decide di colpire l’estremo difensore avversario. Morale: primo tempo non leggendario, la posta in palio frena i gareggianti, ma il Piace ne ha di più. La seconda frazione vuole essere peggiore della prima. Il calo fisico preventivato, chiama Ficcadenti a rimescolare le cose. Entra Graffiedi per Sivakov, si fa male Melinte e rivediamo Capogrosso, ma quel che conta lo produce Zammuto: butta in area una a palla a mezza via, Moscardelli si scoordina a modo suo e sfiora del giusto, Piacenza in vantaggio. La compressione che subiamo da quel momento in avanti è ormai canovaccio consolidato. Il risultato però non cambia. Merito di Puggioni che dispensa sicurezza, di una difesa che sa difendere, di Sambugaro che non gioca da par suo un contropiede interessantissimo. La manna era un alimento divertente, cadeva dal cielo per sfamare gli israeliti nel deserto. Era biancastra, dolce e molto nutriente. Voci incontrollate dicono che dopo un po’ i ragazzi in fuga si stufarono del menù e fecero su dei casini. Le solite cose umane insomma. Personalmente, adoro l'odore della manna alla domenica mattina, profuma di vittoria. Hanno approfittato della lodevole iniziativa “Porta un amico allo stadio” Piovani e Vierchowod mentre Cacciatore e Vaciago non si sono visti allo stadio. Chissà come mai.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 09 Febbraio 2010 01:07 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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