| Furti d'arte: siamo secondi in regione |
| Giovedì 04 Febbraio 2010 06:00 |
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Il rapporto 2009 del comando Tutela patrimonio culturale dei Carabinieri. La provincia più colpita è quella di Bologna con 16 furti, seguita Piacenza e Parma con 15. Case e chiese i luoghi più colpiti dai ladri Rubata nel 1964 dal Museo civico archeologico di Bologna, venduta ad un'asta newyorkese e ritrovata a Friburgo, in Germania, 45 anni dopo. E' la storia di una statuetta etrusca del quinto secolo avanti Cristo, dal valore stimabile intorno ai 200.000 euro. Sparì dal museo bolognese insieme ad un'altra ventina di pezzi simili, tutti in bronzo, ed è il terzo ad essere stato recuperato (il valore dei primi due arriva ai 300.000 euro ognuno). La statuetta rappresenta uno dei risultati più significativi raggiunti nel 2009 dal nucleo di Bologna del comando Tutela patrimonio culturale dei Carabinieri, che oggi ha presentato alla stampa l'attività svolta in Emilia-Romagna nel corso dell'ultimo anno. Il report rivela che in regione i furti di opere d'arte continuano a diminuire: 70 nel 2009, 78 nel 2008 e 90 nel 2007. Ad interessare i ladri specializzati sono "soprattutto oggetti di valore facilmente riciclabili sul mercato- spiega il capitano Ciro Laudonia, comandante del nucleo bolognese del Tpc- in particolare nei mercatini di antiquariato diffusi in Italia". La provincia più colpita è quella di Bologna con 16 furti, seguita da Piacenza e Parma (15). Proprio a Parma si è registrato l'episodio più significativo, cioè l'ammanco di un'ingente quantità di monete antiche dal Museo archeologico nazionale. I luoghi più interessati dai furti sono le abitazioni (31 rispetto ai 38 del 2008) e le chiese (30 rispetto a 33). Resta rilevante, in una regione dove "si commercializzano sempre molte opere d'arte", il fenomeno della contraffazione: 40 i sequestri effettuati (contro i 69 del 2008) per un valore commerciale complessivo di un milione e 823.000 euro. "Quello che qui si sequestra di più e va per la maggiore è il falso di Morandi", spiega Laudonia: una firma particolarmente interessante per i falsari, visto che un quadro autenticato dell'artista bolognese arriva a cifre tra i 700.000 e gli 800.000 euro. Nel 2009 non è stato censito neanche uno scavo archeologico clandestino, ma secondo i Carabinieri prevale la "raccolta di superficie" attraverso l'uso di metaldetector. Nel complesso i militari hanno sequestrato beni culturali per un milione e 360.000 euro, recuperando 347 reperti archeologici e 396 opere d'arte. Tra queste, oltre al bronzo etrusco, si segnala una statuetta precolombiana (che verrà presto restituita al governo messicano), una tela raffigurante San Pietro rubata a Roma nel 2006, quattro quadri sottratti negli anni Novanta tra Roma e Spoleto e ritrovati in Inghilterra. |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Febbraio 2010 16:13 |
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