I loro locali si trovano lungo la via principale del centro storico fiorenzuolano. In fila, uno dopo l’altro, a pochi metri di distanza, ciascuno coi suoi tavolini occupati da clienti affezionati e occasionali. Eppure i “ritmi” dietro al bancone non sono più quelli di una volta. La crisi economica non dà tregua, questo 2012 sta facendo registrare un calo in tutti i locali (e di certo non solo a Fiorenzuola), ma i baristi di corso Garibaldi vanno avanti: si inizia al mattino e si spengono le luci la sera, e si spera in un miglioramento. Si attendono nuove serate movimentate, come la Notte Bianca (andata in scena il 7 luglio scorso), e si lavora – come nei venerdì di Movida – per cercare di ravvivare il centro di un paese accusato, spesso, di essere “troppo spento”.
Sono questi gli auspici dei baristi della strada più importante del centro fiorenzuolano, che abbiamo intervistato per capire come stiano vivendo questo periodo di precarietà economica e quale sia il loro bilancio della Notte bianca – evento clou degli Affari in Centro – e della prima giornata di Movida – l’iniziativa organizzata, per il secondo anno consecutivo, da alcuni pubblici esercizi del centro storico, con il patrocinio del Comune. Venerdì 13 luglio si è alzato il sipario sulla serata d’esordio, commentata positivamente dal titolare del Bar Caminetto, Massimiliano Ciccone, tra i promotori dell’evento insieme ad Elvira Buschi del Bar Posta. “Quando si organizza qualcosa la gente risponde – ha osservato Ciccone -, ne hanno dato conferma la Notte bianca e la prima serata di Movida”. La chiusura al traffico del centro e il lavoro in sinergia di bar del corso e delle vie limitrofi (che hanno ospitato gruppi musicali) sono, secondo il titolare del Caminetto, tra le ragioni della buona riuscita del primo appuntamento dell’evento. “Se si fanno le cose insieme, si ottengono dei risultati – ha commentato – La prospettiva di vedere il paese vivo è stato uno dei motivi che ci ha convinto a riproporre anche quest’anno la Movida, non solo per un ritorno economico”. “È un’iniziativa positiva anche per i negozianti”, ha aggiunto Ciccone, invitandoli pertanto a tenere alzate le saracinesche (venerdì scorso i negozi erano chiusi) nei prossimi venerdì “movimentati” (20-27 luglio e 3-10 agosto). “La crisi c’è e negli ultimi due anni si è visto un bel calo di presenze”, ha continuato Ciccone, convinto che su tale andamento negativo, soprattutto nel dopo cena, influisca anche la mancanza di discoteche, locali notturni nel capoluogo valdardese.
A registrare una riduzione dei consumi nella fascia aperitivo-dopo cena (reggono, invece, le colazioni) è anche Emanuele Rossi del Bar Riva, che quest’anno sta sentendo maggiormente la crisi (Rossi gestisce il locale da un paio d’anni). Acquisiscono, allora, valore crescente iniziative quali la Notte bianca: “Ce ne vorrebbe anche più di una”, le parole di Rossi, il quale guarda con favore anche alla Movida. “La prima serata non è andata male ed è un’iniziativa utile anche per i negozianti”. “Ma il Comune dovrebbe pubblicizzarla di più – sostiene – magari tramite cartelloni alle porte di Fiorenzuola, volantini, articoli sulla stampa locale”.
A puntare il dito contro il mancato appoggio alla categoria dei baristi da parte delle istituzioni sia centrali che locali è Bruno Baffi, titolare della Croce Bianca. “Anche noi siamo vittime della crisi e siamo stati abbandonati a noi stessi. E Fiorenzuola di giorno è un paese deserto, dormitorio. La Movida potrebbe essere una buona iniziativa per animare le serate e se c’è collaborazione tra i locali, i risultati sono positivi”, ha osservato Baffi, che non respinge la possibilità di creare un’isola pedonale che non sia estesa, però, a tutto il centro, ma limitata al corso, e sia circondata da aree di sosta.
Mentre è dell’idea che per creare una zona pedonale non basti chiudere una o più vie al traffico, ma si debba attrezzare l’area con elementi d’arredo urbano, Marco Cammi, il titolare del Bar Saltatappo, altro locale in cui la crisi si sta facendo sentire. “Rispetto all’anno scorso c’è meno movimento”, ci ha spiegato; fatta eccezione, però, per la Notte bianca. “Anche durante il primo appuntamento di Movida c’era un po’ di gente”, ha continuato Cammi, che approva lo spirito di tali iniziative: “Non si sa mai quale sarà la soluzione giusta, ma è giusto fare qualcosa e provarci”.
E in un quadro economico a tinte scure come quello odierno è una bella sfida gestire un nuovo locale e, per di più, lungo il corso del capoluogo valdardese, dove la “concorrenza” non manca. Lo ha fatto Davide Spinelli, che dal 7 luglio gestisce il bar Caffè Corso – il penultimo locale che s’incontra percorrendo la via, prima del Bar Ponte di Stefano Leccacorvi. “Abbiamo realizzato un progetto a cui tenevamo io e Debora Cariati – ha spiegato Spinelli -. Volevamo avviare un locale che lavorasse a 360 gradi e restasse sempre aperto, anche la domenica. Inoltre, c’era la voglia di riaprire un locale chiuso da tempo”. “E pur avendo iniziato in tempo di crisi e di ferie, per come stanno andando le cose non mi posso certo lamentare”, ha concluso.
lug - 19 - 2012 TAG: Attualità, Dalla Provincia
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