scritto da Redazione Online Gen - 3 - 2018 TAG:

Anno nuovo, problemi vecchi. L’attenzione della politica per l’ambiente e la cura dell’ambiente da parte delle amministrazioni resta sotto la soglia della sufficienza, come se l’ambiente, con i suoi annessi e connessi di salute, qualità di vita e perfino economia non fosse questione di rilievo politico. Il tema della qualità dell’aria è sempre di stringente attualità: a fronte di una situazione di eccezionale criticità (più sforamenti consecutivi del limite giornaliero di Pm 10 nell’aria che respiriamo), la politica temporeggia e sembra non avere il coraggio di adottare misure impopolari ma necessarie.
Legambiente Piacenza lamenta da tempo quella che definisce “cronica staticità che ci caratterizza in campo ambientale, quell’immobilismo nell’affrontare con decisione la grave emergenza ambientale che contraddistingue Piacenza, in primis quella dell’aria e dei rifiuti”. Nel 2016, dicono gli ambientalisti, “ci sono stati 8 giorni di sforamenti consecutivi delle PM10 dal 19 al 26 dicembre, 13 giorni a dicembre, 83 dall’inizio dell’anno in via Giordani e 90 a Gerbido. Una emergenza sanitaria ed ambientale continuativa da ottobre che evidentemente non viene ritenuta dall’amministrazione comunale di Piacenza un problema che riguardi direttamente i piacentini. Nessun provvedimento – continua Legambiente – di limitazione del traffico, nessun accordo con le industrie maggiormente inquinanti per ridurre le emissioni, Cementirossi ed inceneritore in primis e nessun controllo delle caldaie o stufe. Un assordante silenzio interrotto solamente da un unico provvedimento, quello del divieto delle biciclette in contromano, capro espiatorio da immolare per deviare l’attenzione dai reali problemi di inquinamento e traffico che attanagliano la città da anni e che risulta evidente nessuna amministrazione, neanche quella appena eletta, intende affrontare seriamente”. L’appello degli ambientalisti: “E’ chiaro che questo immobilismo non sia più accettabile alla luce del grave problema sanitario che coinvolge l’intera città. Chiediamo quindi alla nuova amministrazione atti di coraggio nell’emergenza, con la previsione di misure più drastiche di limitazioni del traffico e delle attività inquinanti, e l’applicazione di tutte quelle misure strutturali ben note che da anni attendono solo di essere adottate”. Le misure, dunque: “Le misure sono note, le ripetiamo da anni, nell’emergenza, quando è la salute ad essere messa in pericolo, occorrono blocco totale del traffico veicolare e delle industrie inquinanti dopo quattro giorni di sforamenti dei limiti di legge ed un blocco dell’accesso delle migliaia di camion del polo logistico. Ma soprattutto occorre un nuovo piano per l’aria sia comunale che provinciale, che coinvolga anche i comuni di cintura intorno a Piacenza, serio e rigoroso, che preveda un cronoprogramma di interventi strutturali tra i quali il sistema dei parcheggi scambiatori intorno alla città ed un trasporto pubblico, che da cenerentola degli interventi diventi priorità per tutti i comuni, per dare alternative sostenibili ai cittadini, un nuovo ed efficace programma per prevedere la delocalizzazione di industrie inquinanti e la definitiva chiusura dell’inceneritore e finalmente dotare il polo logistico una seria piattaforma ferroviaria di interscambio merci per ridurre fortemente le migliaia di camion settimanali che avvelenano la nostra aria”.
E un’ultima considerazione sulla salute dei cittadini: “Ricordiamo ancora una volta che ad ogni euro investito per limitare l’inquinamento corrispondono 10 euro di risparmio in costi sanitari e previdenza. A questo proposito, dal momento che l’inquinamento incide fortemente sull’aspettativa di vita dei cittadini e Piacenza è una città fortemente a rischio, proponiamo e auspichiamo che l’amministrazione si faccia promotrice presso l’Ausl di un vero e proprio osservatorio epidemiologico sulla salute dei cittadini, sui rischi da esposizione agli inquinanti atmosferici ed ambientali, quanto a tumori, malattie cardiovascolari, respiratorie, con lo scopo di confrontare ed incrociare i dati ambientali e della salute dei cittadini ed avere in questo modo un quadro chiaro della situazione per poter fare reale prevenzione per migliorare la qualità della vita dei cittadini ed impostare le corrette politiche territoriali e sanitarie”.
Nel frattempo, l’associazione – in collaborazione con Luogomobile – sta portando avanti una campagna antismog, chiamata “Aria Nefasta”, per sensibilizzare sui temi ecologici. Si tratta di una raccolta firme straordinaria – che andrà avanti fino a marzo – per chiedere all’amministrazione comunale sia misure urgenti nei momenti di emergenza inquinamento a tutela della salute e sicurezza dei cittadini, sia misure strutturali che inneschino un ciclo virtuoso di cambiamento. In programma nei prossimi mesi anche una campagna di monitoraggio delle emissioni inquinanti, iniziative e flash mob di sensibilizzazione della cittadinanza.

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